{"id":3530,"date":"2026-04-20T10:39:42","date_gmt":"2026-04-20T10:39:42","guid":{"rendered":"https:\/\/siklah.com\/scicli-barocco-influenze-arabe\/"},"modified":"2026-07-28T10:56:49","modified_gmt":"2026-07-28T10:56:49","slug":"scicli-barocco-influenze-arabe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/siklah.com\/es\/scicli-barocco-influenze-arabe\/","title":{"rendered":"Scicli, il barocco siciliano e le radici arabe: storia di una citt\u00e0 che sussurra"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una pietra particolare, dorata all&#8217;alba e rosata al tramonto, che a <strong>Scicli<\/strong> fa da carta d&#8217;identit\u00e0. \u00c8 il calcare locale: lo stesso che ha costruito la <em>Chiesa Madre di Sant&#8217;Ignazio<\/em>, il <em>Palazzo Beneventano<\/em> con i suoi mascheroni grotteschi, la scalinata barocca della <em>Chiesa di San Bartolomeo<\/em>. Patrimonio UNESCO dal 2002 insieme agli altri otto centri del <strong>Val di Noto<\/strong>, Scicli \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 fotografate della Sicilia sud-orientale \u2014 ed \u00e8 la citt\u00e0 da cui Siklah prende il nome, la forma, e soprattutto il tempo.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima del barocco: il nome <em>Siklah<\/em><\/h2>\n\n<p>Il toponimo <em>Scicli<\/em> non \u00e8 latino, non \u00e8 greco. \u00c8 <strong>arabo<\/strong>. Compare per la prima volta in forma scritta attorno all&#8217;anno 864, nel periodo in cui la Sicilia era emirato sotto il califfato aghlabide, poi kalbita. Gli storici arabi lo trascrivevano <em>\u0634\u0642\u0644\u0629<\/em> \u2014 <strong>Siklah<\/strong>, appunto \u2014 e indicava il nucleo fortificato sulla collina di San Matteo, difeso da un castello e circondato da giardini irrigui. Per oltre due secoli, dall&#8217;827 al 1091, Scicli fu citt\u00e0 araba: moschee, hammam, orti a terrazzamento, un sistema idrico a canali sotterranei che in parte esiste ancora oggi sotto il centro storico.<\/p>\n\n<p>Quando i Normanni di Ruggero d&#8217;Altavilla riconquistarono la Sicilia, non cancellarono quel mondo. Lo stratificarono. Le chiese sorsero sopra le moschee, ma i <strong>quartieri arabi<\/strong> rimasero riconoscibili nel tessuto urbano: <em>San Bartolomeo<\/em>, <em>San Guglielmo<\/em>, la <em>Chiafura<\/em> (dall&#8217;arabo <em>jafr<\/em>, grotta) \u2014 case scavate nella roccia dove si viveva ancora nel Novecento. Sui portali sopravvivono capitelli con motivi geometrici che non sono cristiani: sono l&#8217;eco di un&#8217;estetica aniconica, fatta di nodi, stelle a otto punte, tralci che si ripetono senza mai raffigurare un volto.<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Scicli \u00e8 una citt\u00e0 che ha imparato a scrivere in due alfabeti. Quello visibile, barocco e teatrale. E quello sottinteso, arabo e matematico, che regge tutto il resto.<\/p><\/blockquote>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il terremoto del 1693 e il <em>barocco sciclitano<\/em><\/h2>\n\n<p>L&#8217;11 gennaio 1693, un terremoto di magnitudo 7.4 rase al suolo il Val di Noto. Scicli, insieme a Noto, Modica, Ragusa, Catania, perse quasi tutto. E nei decenni successivi avvenne qualcosa di straordinario: invece di ricostruire come prima, le citt\u00e0 inventarono un linguaggio nuovo. \u00c8 il <strong>barocco tardo-siciliano<\/strong>, oggi riconosciuto dall&#8217;UNESCO come una delle pi\u00f9 alte espressioni architettoniche del Settecento europeo.<\/p>\n\n<p>A Scicli, il barocco prende una forma peculiare. Non ha la monumentalit\u00e0 rigida di Noto, n\u00e9 la teatralit\u00e0 esuberante di Ragusa Ibla. \u00c8 un barocco <strong>domestico, narrativo, quasi popolare<\/strong>: i mascheroni del <em>Palazzo Beneventano<\/em> \u2014 definiti da Anthony Blunt &#8220;il pi\u00f9 bel palazzo barocco di Sicilia&#8221; \u2014 non raffigurano angeli o santi ma volti di mori, grifoni, figure marine, maschere teatrali. \u00c8 un decoro che racconta storie, non dottrine. Non a caso, molti studiosi vi leggono un&#8217;eco dell&#8217;<em>horror vacui<\/em> arabo: la superficie che non pu\u00f2 restare vuota, la pietra che deve parlare.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I luoghi da non perdere<\/h2>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Chiesa Madre di Sant&#8217;Ignazio<\/strong> \u2014 cuore ecclesiastico della citt\u00e0, custodisce la Madonna delle Milizie, patrona di Scicli e simbolo del sincretismo cristiano-arabo<\/li><li><strong>Palazzo Beneventano<\/strong> \u2014 il capolavoro del barocco sciclitano, riconoscibile dai mascheroni scolpiti sotto i balconi<\/li><li><strong>Chiesa di San Bartolomeo<\/strong> \u2014 incastonata fra le rocce della Cava di San Bartolomeo, con una facciata che pare un altare a cielo aperto<\/li><li><strong>Via Francesco Mormino Penna<\/strong> \u2014 la &#8220;via dei palazzi&#8221;, uno dei pi\u00f9 intatti scenari barocchi d&#8217;Italia, scelta come set per la fiction del Commissario Montalbano<\/li><li><strong>Chiafura<\/strong> \u2014 il quartiere rupestre abitato fino al 1959, oggi parco archeologico, dove si legge a occhio nudo la stratificazione araba-normanna-barocca<\/li><\/ul>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 <em>Siklah<\/em> si chiama cos\u00ec<\/h2>\n\n<p>Il nome del brand non \u00e8 un vezzo estetico. \u00c8 un <strong>toponimo arabo dell&#8217;anno 864<\/strong>. Scegliere <em>Siklah<\/em> invece di <em>Scicli<\/em> significa risalire la corrente fino alla radice: al momento in cui questo luogo era ancora un nodo del Mediterraneo islamico, attraversato da geometrie, simboli, orti irrigui e artigianato del metallo. L&#8217;oreficeria siciliana d&#8217;altronde deve moltissimo agli arabi: la tecnica della <em>filigrana<\/em>, la <em>granulazione<\/em>, l&#8217;uso dello smalto colorato \u2014 molte di queste arrivarono in Sicilia dal Maghreb e dalla Spagna andalusa prima di diventare patrimonio europeo.<\/p>\n\n<p>Quando disegniamo un charm ALMA, quando pensiamo a un serpente, a una mano, a un occhio, non stiamo citando il barocco soltanto: stiamo citando un&#8217;<strong>iconografia mediterranea stratificata<\/strong>, dove cristiano e islamico, bizantino e normanno si sono depositati uno sull&#8217;altro per mille anni. Siklah \u00e8 il nome che ricorda la prima pietra di quella stratigrafia. Ed \u00e8 il motivo per cui ogni pezzo, anche il pi\u00f9 piccolo, porta con s\u00e9 pi\u00f9 storia di quanta se ne possa raccontare in una descrizione.<\/p>\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity hairline\"\/>\n\n<p style=\"font-size:clamp(14px, 0.875rem + ((1vw - 3.2px) * 0.089), 15px);font-style:italic\">Scopri i <a href=\"\/es\/product-category\/charms\/alma\/\">Charms ALMA<\/a>, la collezione siciliana di Siklah ispirata ai simboli di Scicli e del Barocco mediterraneo. Oppure leggi la storia <a href=\"\/es\/arte-orafa-italiana\/\">dell\u2019arte orafa italiana<\/a>, dove ogni pezzo Siklah viene realizzato a mano.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Patrimonio UNESCO, citt\u00e0 di pietra dorata e cupole che ricordano minareti: Scicli \u00e8 il luogo dove la Sicilia barocca incontra il lascito arabo. \u00c8 qui che Siklah nasce \u2014 e da qui prende perfino il nome.<\/p>","protected":false},"author":7,"featured_media":3687,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-3530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maison"],"acf":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/siklah.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/scicli-san-matteo.webp","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3530"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3691,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530\/revisions\/3691"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/siklah.com\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}